
PROCEDURE
IMPLANTO DENTALI
AVANZATE E CHIRURGIA ODONTOSTOMATOLOGICA
RICOSTRUTTIVA
Dott. Eraldo Pomatto
Dott. Giancarlo Motta
Dott. Franco Alessandro Motta
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CHIRURGIA IMPLANTARE AVANZATA
Tutti i casi di edentulia possono essere risolti con il posizionamento di denti fissi su impianti anche nelle situazioni di atrofia ossea estrema e a qualsiasi età.
La chirurgia pre –implantare consente sempre, con le attuali sofisticate tecniche ricostruttive, il ripristino di condizioni anatomiche tali da permettere il trattamento implantare. La ricostruzione necessaria può essere di estensione minima o prevedere una ristrutturazione completa dei mascellari.
Il nostro gruppo operativo possiede una estesissima casistica di ricostruzioni dei mascellari con innesti di osso autologo prelevato da siti intraorali ovvero dalla teca cranica o dall’ala iliaca.
Il prelievo intraorale, che viene effettuato dall’angolo di mandibola, in anestesia locale e sedazione cosciente, permette di ricostruire settori atrofici dell’estensione di due o tre denti. La ricostruzione di atrofie estese si realizza invece con osso prelevato dalla teca cranica o dall’ala iliaca e l’intervento viene praticato in narcosi.
Il prelievo di osso dalla teca permette una riduzione complessiva dei tempi di trattamento e la totale assenza di disagi o di dolore post-operatorio.
La riluttanza che saltuariamente incontra un piano di trattamento complesso con ricostruzione dei mascellari e successiva riabilitazione su impianti è legato ai lunghi tempi di realizzazione, problema particolarmente avvertito dalle persone con una vita sociale e lavorativa attiva.
Il prelievo di osso autologo dalla teca cranica consente di ridurre il tempo di degenza e di eliminare i disagi connessi al prelievo di anca dove la completa ripresa deambulatoria non è immediata cosi come la scomparsa della dolorabilità in zona di prelievo. Peraltro va sottolineata in entrambe le tecniche la assoluta assenza di dolori in sede intraorale.
La protesizzazione con carico immediato permette di evitare il tempo di attesa tra il posizionamento degli impianti e la realizzazione della protesi sugli stessi che, secondo i protocolli tradizionali, va da tre a sei mesi.

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