
PROCEDURE
IMPLANTO DENTALI
AVANZATE E CHIRURGIA ODONTOSTOMATOLOGICA
RICOSTRUTTIVA
Dott. Eraldo Pomatto
Dott. Giancarlo Motta
Dott. Franco Alessandro Motta
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DOMANDE E RISPOSTE
D La procedura per il carico immediato immagino sia dolorosa per la complessità e per la durata dell’intervento.
R Non soltanto è assolutamente priva di dolore durante l’intervento ma se effettuata, come consigliabile, in sedazione cosciente, non cagiona dolore o disagio nemmeno nel periodo successivo, in particolare nella notte seguente. Inoltre questo tipo di sedazione evita anche il senso di stanchezza o di insofferenza durante la procedura chirurgica.
D Fino a quale età ci si può sottoporre a questo intervento?
R Non ci sono limiti di età oltre ai quali non è possibile questo trattamento, anche in persone molto anziane infatti gli impianti vengono perfettamente osteointegrati ( il record del nostro nostro gruppo di lavoro è un brillante signore di 94 anni che ha ottenuto un ottimo risultato).
D Mi hanno detto che ho “poco osso� e pertanto non posso mettere gli impianti e tanto meno sottopormi ad un carico immediato.
R In qualsiasi situazione è possibile posizionare gli impianti, sempre, con l’avvertenza nei casi in cui vi è una importante atrofia ossea, di procedere preventivamente ad una ricostruzione delle creste alveolari con innesti di osso autologo.
Trascorsi alcuni mesi dall’intervento anche qui è passibile ricorrere al carico immediato, come dimostra una amplissima nostra casistica, anche se pochi centri sono in grado di praticarlo.
D I rischi di insuccesso sono elevati?
R Non si possono escludere teoricamente degli insuccessi ma nella nostra casistica, totalmente documentata, non vi è nessun caso che non abbia raggiunto il risultato positivo.
D Quali patologie generali controindicano questo intervento?
R Vi sono indubbiamente alcune situazioni patologiche che rendono sconsigliabile questa procedura quali ad esempio le coagulopatie, le cardiopatie gravi, l’attuazione di protocolli terapeutici con bifosfonati, la radioterapia dei mascellari a dosaggi superiori 65 grays ma sono situazioni molto infrequenti e che comunque vanno valutate caso per caso.
Non sono ostative all’intervento ad esempio il diabete compensato o l’ipertesione arteriosa.

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